Can. 510

§ 1. Capitulo canonicorum ne amplius uniantur paroeciae; quae unitae alicui capitulo exstent, ab Episcopo dioecesano a capitulo separentur.
§ 2. In ecclesia, quae simul sit paroecialis et capitularis, designetur parochus, sive inter capitulares delectus, sive non; qui parochus omnibus obstringitur officiis atque gaudet iuribus et facultatibus quae ad normam iuris propria sunt parochi.
§ 3. Episcopi dioecesani est certas statuere normas, quibus officia pastoralia parochi atque munera capitulo propria debite componantur, cavendo ne parochus capitularibus nec capitulum paroecialibus functionibus impedimento sit; conflictus, si quidam habeantur, dirimat Episcopus dioecesanus, qui imprimis curet ut fidelium necessitatibus pastoralibus apte prospiciatur.
§ 4. Quae ecclesiae, paroeciali simul et capitulari, conferantur eleemosynae, praesumuntur datae paroeciae, nisi aliud constet.

§ 1: ES I, 21 § 2.
§ 2: c. 415 § 1; SCConc Resol., 17 mar. 1917 (AAS 9 [1917] 384-394); SCConc Resol., 19 feb. 1921 (AAS 14 [1922] 551-554); ES I, 21 § 2.
§ 3: cc. 415 §§ 1 et 4.
§ 4: c. 415 § 2, 5°.

Congregazione per i Vescovi, Direttorio per il ministero pastorale dei vescovi, Apostolorum Successores, 22 febbraio 2004, nn. 185-187.

Il Codice vigente modifica sostanzialmente la disciplina del CIC 1917 (cf cann. 415ss), che prevedeva anche la possibilità che il capitolo esercitasse collegialmente le funzioni di parroco. Ora invece, anche se la chiesa sede di un capitolo fosse parrocchiale, dal punto di vista giuridico le due realtà non possono più essere unite (cf ES I, 21 § 2), e l’ufficio di parroco non può essere affidato al capitolo inteso come persona giuridica (cf can. 520 § 1), ma solo a un singolo sacerdote (o a più sacerdoti in base al can. 517 § 1). Nel caso in cui la medesima chiesa sia sede sia della parrocchia che del capitolo, il vescovo potrà nominare liberamente il parroco, non necessariamente tra i canonici. Spetta al vescovo disciplinare i rapporti tra le attività del capitolo e quelle della parrocchia nel caso medesima fosse la chiesa della parrocchia e del capitolo. In caso di conflitto, prevalgono le esigenze della cura pastorale della comunità parrocchiale. Il § 4 stabilisce la presunzione legale per cui le elemosine (e quindi ragionevolmente le altre offerte e donazioni, cf cann. 222 § 1 e 1261) fatte ad una chiesa che sia contemporaneamente parrocchiale e capitolare, siano fatte alla parrocchia, salvo consti diversa volontà del donante che sempre deve essere rispettata.

G. Bier, «Cabildo de canónigos», in Diccionario General de Derecho Canónico, J. Otaduy-A. Viana- J. Sedano (ed.), Navarra 2012, I, 781-785; L. Fini – M. Morgante, Il capitolo dei canonici nel C.I.C., in L’amico del clero 69 (1987) 139-141; M. Morgante, Il capitolo dei canonici nel codice di diritto canonico, in L’amico del clero 68 (1986) 510-518.

Communicationes 5 (1973) 232; 14 (1982) 218.